Menu Chiudi

Una storia fra tante: Serena 

Fin dagli ultimi anni di università ho iniziato a soffrire di disturbi atipici: gonfiore e distensione addominale, coliti, alterazioni tra stipsi e diarrea. Quando si è infiammati basta un chicco di riso per innescare una colica.

I primi tentativi sono state le visite dal gastroenterologo, con la conseguenza che ne uscivo sempre più avvilita o arrabbiata, perché la diagnosi era sempre la stessa: stress. Non mi venivano prescritti farmaci per alleviare la colica quando si presentava e non mi venivano date troppe indicazioni su diete da seguire. Così ho provato a sottopormi ad alcuni test per verificare le intolleranze alimentari e il risultato è stato che non potevo mangiare né glutine né solanacee (pomodoro, patate, melanzane), un vero disastro: non sapevo proprio come riuscire a mangiare, dovevo togliere una marea di cibi.

La fortuna vuole che nel frattempo io mi sia laureata e sia oggi un tecnologo alimentare, ciò mi permette di conoscere gli alimenti e i loro componenti (non oso immaginare chi non sia del mestiere quale fatica debba sostenere). Eppure, nonostante le privazioni, i problemi, a corrente alternata si ripresentavano. E dopo un pranzo vegano privo di glutine ecco che ricompariva la colica: forse il glutine presente nel seitan?

Ho deciso quindi di sottopormi ad alcune analisi per capire se si celava una celiachia, ma per fortuna l’esito è stato negativo. Il tempo passava ed i disturbi a volte si ripresentavano. Scopro l’esistenza dell’endometriosi, noto delle assonanze nei disturbi e vado a fare un esame specifico, anche questo esito risulta negativo.

Trascorrono gli anni, non risolvo il problema, che si ripresenta soprattutto nei cambi di stagione, e purtroppo in coincidenza di vacanze o trasferte di lavoro. Questi disturbi, che a volte si accompagnano con la nausea ed il mal di testa, diventano invalidanti. Capita che nel mezzo di una riunione ti senti un po’ così, con l’aria nella pancia, irritabile e non vedi l’ora che arrivi sera per metterti a letto a pancia sotto.

Ancora oggi a volte è così. Ricordo ancora quando mi sono ritrovata ad un tavolo all’inizio di un pranzo di matrimonio, piegata in due, dopo aver assaggiato un solo antipasto, oppure quando mi sono trovata a rincorrere i bagni di locali dopo aver pranzato con un cappuccino o in un ristorante di pesce al solo odore senza aver mangiato nulla, mi sono sentita male. Pochi istanti prima nulla e poi colica e/o nausea.

Capita che in un periodo della mia vita decido di tornare alla ricerca delle cause. Inizio a comprendere che alcuni cibi proprio faccio fatica a metabolizzarli e mi creano anche meteorismo. Capisco che capita soprattutto dopo aver mangiato frutta ed alcune verdure (in particolare le crucifere e le cipolle), che invece mi ostino a mangiare perché fanno bene e sono alla base della dieta mediterranea. Inizio a toglierle e mi accorgo di avere qualche beneficio, ma questo comporta entrare in carenza di alcune vitamine e sali minerali. Grazie ad un noto chimico scopro la dieta Fodmap, promossa da un centro di gastroenterologia neozelandese ed inizio a trovare delle assonanze.

Un anno ho avuto episodi strani con capogiri e dopo una notte al pronto soccorso vengo dimessa con una dieta che prevede per 3 giorni solo riso ed acqua di riso. Ma come ci si può riprendere e reggersi con tali restrizioni? Ma soprattutto cosa è successo, perché il mio corpo è andato in tilt? Le cause ancora oggi non le ho comprese, ma mi incaponisco e mi faccio vedere dal gastroenterologo, dall’otorino, dal ginecologo, faccio il test del DNA, le allergie alimentari e persino un test da un immunologo e provo almeno un paio di fermenti lattici (i probiotici fanno tanto bene). Guardo gli esiti e cerco di capire cosa c’è in comune. Ma nulla, con i fermenti a volte è pure peggio. Scopro addirittura che i laboratori del mio territorio non riescono a diagnosticare nemmeno tutti gli allergeni alimentari che sono previsti dalla norma europea (ovvero i solfiti di cui ho ancora il dubbio), allergeni che conosco bene perché è uno dei miei lavori redigere le etichette degli alimenti. Faccio persino il breath test al lattosio e glucosio. Per fortuna tutto negativo.

Leggo libri e partecipo a convegni sul microbioma o microbiota e colgo che forse la causa sta proprio lì: nel corso della vita a causa dell’alimentazione neo natale, dell’uso prolungato o ripetuto di antibiotici la flora intestinale si è danneggiata e si è spostata a favore di lattici che fermentano in modo anomalo tutta una serie di sostanze presenti dei cibi. C’è un disequilibrio, difficilmente riassettabile con i comuni probiotici. Continuo a trovare delle risposte solo nei Fodmap, evito così alcuni alimenti che contengono queste sostanze o che ne contengono pochi, e riesco a contenere meglio i disturbi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.