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Intervista all’Osteopata Dario D’imperio

Buongiorno ed innanzitutto grazie per la sua disponibilità a questa intervista.

Le chiedo gentilmente se può condividere con noi alcune sue esperienze.

  1. Innanzitutto, la invito a presentarci la sua professione e la sua specializzazione

Buongiorno, mi chiamo Dario D’Imperio e sono un osteopata, mi sono diplomato presso la scuola T.C.I.O (MI) portando come elaborato di tesi, assieme ad altri colleghi, uno studio clinico randomizzato sugli effetti del trattamento manipolativo osteopatico su pazienti con diagnosi di IBS. Da qui mi sono sempre di più avvicinato alla pratica clinica con pazienti affetti da disturbi associati alla sfera viscerale. Finiti gli studi ho deciso di iniziare il mio percorso come assistente alla cattedra nella materia di Osteopatia Viscerale presso la scuola T.C.I.O.

  1. Riscontra spesso pazienti che soffrono di IBS? In caso positivo sono già stati dichiarati tali dal gastroenterologo o lo scopre lei sulla base dei sintomi che riportano?

La diagnosi di IBS è una diagnosi che trovo spesso nei miei pazienti. Questi ultimi si presentano spesso in studio per disturbi associati alla sfera muscolo scheletrica (come lombalgie, cervicalgie, cefalee muscolo tensive) e solo durante la fase anamnestica riportano, quando ben domandato, di avere anche questo tipo di diagnosi ottenuta dal gastroenterologo. Capita anche di pazienti che non hanno una diagnosi accertata ma che raccontano tutta una serie di sintomi tipicamente riconducibili a questa problematica.

  1. Quali sono le problematiche che maggiormente le riportano pazienti che soffrono di colon irritabile?

Sono principalmente i sintomi che sono stati riportati nei “Criteri di Roma IV” e che sono anche i criteri che permettono allo specialista di fare una diagnosi di IBS: dolore addominale almeno un giorno alla settimana negli ultimi tre mesi correlato a cambiamento nella frequenza evacuativa (costipazione o diarrea), cambiamento della forma delle feci, dolore addominale post-prandiale, gonfiore addominale associato ai pasti, flatulenza e movimenti intestinali accentuati.

  1. Quali sono le possibilità terapeutiche dell’osteopatia applicata in questo ambito?

L’osteopatia di base non si propone come terapia d’élite dell’IBS ma come utile rimedio naturale e senza controindicazioni al trattamento. Di base l’OMT (trattamento manipolativo osteopatico) lavora sul ridare mobilità alle strutture somatiche collegate ai visceri toracici e addominali, crea un input neurologico al sistema neurovegetativo che governa la funzionalità del tubo digerente facilitando il drenaggio venoso e linfatico degli organi. Altri studi dimostrano come l’OMT moduli, attraverso l’ausilio di un “tocco gentile”, una serie di meccanismi interocettivi alla base delle sensazioni viscerali (sensazione di motilità intestinale continua, pesantezza, gonfiore, dolore addominale, gorgoglii e borborigmi) scoordinate del paziente che presenta questa sindrome. Dei pazienti che hanno fatto parte del nostro progetto di studio tutti hanno avuto dei miglioramenti nella loro qualità della vita e nella manifestazione dei sintomi, nessuno si è ritirato dal progetto e tutti i pazienti ci hanno riferito di essersi sentiti presi in considerazione e ascoltati trovando un supporto morale e psicologico da parte nostra. Inoltre, i pazienti in fase anamnestica hanno sempre riportato dei dolori di natura muscolo scheletrica associati al disturbo gastro intestinale traendo beneficio anche in questo contesto.

  1. Avete notato esserci delle tipologie di disturbi viscerali maggiormente sensibili al trattamento osteopatico?

Mi sento di dover ricordare nuovamente che l’osteopatia, come le altre terapie, non è miracolosa e non vuole minimamente sostituirsi alle altre tipologie di trattamenti (farmacologici e nutrizionali) che vengono somministrate dagli specialisti di questo settore. Abbiamo, allo stesso tempo, riscontrato che alcune tipologie di disturbi hanno una sensibilità maggiore ai trattamenti: coloro che soffrono di stipsi, gastriti con risalita di acido dovuti a problematiche contenitive meccaniche del cibo (come l’ernia iatale), gonfiore addominale con pesantezza e distensione, presenza di malformazioni del canale intestinale come dolico colon e megacolon congenito o acquisito (dovuto all’aumento della grandezza dei tessuti del tubo digerente per difficoltà di drenaggio vascolare e linfatico dovuto ad alimentazione scorretta, intolleranze ed allergie alimentari che creano un’infiammazione cronica dei tessuti) e difficoltà motoria sfinteriale del canale intestinale (gli sfinteri promuovono, in maniera spontanea, il transito alimentare nelle varie parte del tubo digerente). Detto ciò, non si escludono delle possibilità di miglioria anche per i pazienti con disturbi diversi da questi.

  1. Per quel che concerne il microbiota ed i probiotici, cosa ne pensa?

Penso che la letteratura scientifica ormai sia piena di studi nei quali è dimostrato il ruolo del microbiota sia nella salute del tubo digerente sia nell’insorgenza della malattia qualora si perda il fondamentale equilibrio delle popolazioni batteriche che lo abitano, soprattutto dopo cure farmacologiche a base di antibiotici a largo spettro e non solo. In tal senso, credo che l’utilizzo di probiotici per cercare di far tornare in equilibrio questo sistema così complesso ed importante per il nostro organismo possa essere solo che utile.

  1. Secondo lei una dieta bilanciata e studiata appositamente per coloro che soffrono di IBS, come potrebbe essere quella low FODMAP, potrebbe aiutare?

Assolutamente sì, noto spesso che i pazienti con una dieta FODMAP hanno una buona regressione della loro sintomatologia clinica anche in poco tempo. È chiaro che, come tutte le strade terapeutiche, non ha la stessa efficacia su tutti i tipi di pazienti. Il fatto che per alcuni non crei una remissione o una regressione dei sintomi dovrebbe far riflettere su altre strade fisiopatologiche che hanno portato all’insorgenza di questo disturbo.

  1. L’attività fisica quanto è importante per coloro che soffrono di colon irritabile?

L’attività fisica è molto importante per coloro i quali soffrono di disturbi gastro intestinali ma più in generale per chiunque abbia a che fare con delle problematiche croniche. Quando ci siamo interfacciati nel mondo delle problematiche gastro intestinali funzionali e abbiamo iniziato a ricercare studi in merito alle possibilità terapeutiche l’attività fisica figura sempre come consigliata ed utile.

  1. Le linee guida riportano che bisogna assumere 2 litri di acqua al giorno: per coloro che soffrono di colon irritabile, vale la stessa regola? Riscontra che spesso questi pazienti hanno il difetto di bere poco?

Dipende dalla sintomatologia presentata dal paziente, nel nostro progetto di tesi ci sono capitate due macroaree sintomatologiche diverse, IBS diarroica e quella stitica.

Molto spesso i diarroici raccontato di avere anche paura di consumare grandi quantità di acqua durante la giornata (soprattutto per quanto riguarda le prime ore della mattina) per paura che gli possano causare delle scariche diarroiche durante il lavoro o le attività universitarie, evitando così di andare continuativamente in bagno. Agli stitici molto spesso deve essere incoraggiato l’ausilio di buone quantità di acqua da bere durante la giornata per favorire espulsione del materiale fecale.

  1. In questo periodo post pandemia, che ha minato l’aspetto psicologico delle persone, quali consigli si sentirebbe di dare alle persone che soffrono di IBS?

Spesso i sintomi sono peggiorati da stati di instabilità emotiva, senso di oppressione, ansia e difficoltà di gestione delle proprie energie. Tutto ciò è stato peggiorato ulteriormente da questi ultimi due anni di pandemia, basta parlare coi pazienti e lasciarselo confermare direttamente da loro. Mi sento di consigliargli di imparare ad esternare le loro emozioni e stati d’animo senza paura di risultare inopportuni o fastidiosi e di comunicare il loro malessere e non tenersi dentro tutto sino ad esplodere. Se si fatica nel farlo a parole a volte scriverlo su un foglio bianco è comunque un utilissimo punto di partenza!

La ringrazio a nome di ACINI della sua preziosa collaborazione e disponibilità.

Il vicepresidente ACINI, Serena Pironi

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