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Intervista alla Dr.ssa Mara Nichetti, Dietista Nutrizionista

Buongiorno, sono la Dr.ssa Mara Nichetti, Dietista Nutrizionista con un dottorato di ricerca in neuroscienze, psicologia e statistica medica.

Mara Nichetti Acini intervista
Dr.ssa Mara Nichetti
Dietista Nutrizionista

Buongiorno e innanzitutto grazie per la sua disponibilità a questa intervista. Le chiedo gentilmente se può condividere con noi alcune sue esperienze.

Mara Nichetti - ACINI

 

  1. Innanzitutto, la invito a presentarci la sua professione e la sua specializzazione

Buongiorno, sono la Dr.ssa Mara Nichetti, Dietista Nutrizionista con un dottorato di ricerca in neuroscienze, psicologia e statistica medica.

  1. Riscontra spesso pazienti che soffrono di IBS? In caso positivo sono già stati dichiarati tali dal gastroenterologo o lo scopre lei sulla base dei sintomi che riportano?

Esemplificando in numeri, in un anno, i casi riscontrati in ambulatorio si potrebbero riassumere in una percentuale prossima al 7%. Di questi, oltre la metà hanno una diagnosi già definita dal gastroenterologo, o comunque hanno già iniziato a fare esami specifici, gli altri invece hanno disturbi che spesso associano all’assunzione di cibo, perciò talvolta capita che si rivolgano prima allo specialista della nutrizione, con l’idea che tutto possa sistemarsi con l’alimentazione e/o pensando di avere intolleranze di ogni tipo. In realtà, spesso arrivano da me su indicazione del medico di base che, dopo aver escluso una celiachia in seguito a specifici esami del sangue, suggerisce di seguire una dieta controllata come primo passo.

  1. Quali sono le problematiche che maggiormente le riportano pazienti che soffrono di colon irritabile?

Anzitutto riscontrano un alvo intestinale discontinuo, riferendo un’alternanza di scariche frequenti e feci non formate, a periodi di stitichezza, oppure, lamentano comunque un alvo intestinale non corretto. Spesso mi descrivono una sensazione di gonfiore, alle volte misurabile in una vera e propria distensione addominale, mentre altre rimane più una percezione soggettiva, rispetto a una distensione effettiva e misurabile. Riferiscono inoltre di avere dolori addominali e una particolare sensibilità ad ogni sensazione legata all’intestino. In aggiunta, talvolta riportano una sensazione di astenia.

  1. Le capita di avere pazienti celiaci che riportano anche sintomatologia IBS nonostante seguano una dieta senza glutine? Sulla base della sua esperienza quali sono gli alimenti che continuerebbero a dare loro fastidio?

Si, assolutamente. Spesso si rivolgono a me dopo aver fallito esperimenti da autodidatta con la dieta, cercando di togliere diversi cibi per capire come stare meglio. Questo comporta spesso diete squilibrate e/o molto restrittive, con alimenti ripetitivi e un’assunzione dietetica assolutamente inadeguata per molti nutrienti. Lamentano spesso fastidi legati a cibi elaborati, in quanto più ricchi di grassi; oppure quando mangiano fuori casa, soprattutto se ci sono cibi piccanti. Possono inoltre essere più sensibili (o intolleranti) al lattosio e alle volte lamentano fastidi mangiando alcuni tipi di frutta e verdura, o comunque legati all’assunzione di fibra in generale. Tra le “bevande” che suggerirei di ridurre o addirittura eliminare, sicuramente menzionerei il caffè e l’alcool nelle sue diverse varianti.

  1. Quali sono le carenze nutrizionali che maggiormente riscontra in pazienti che soffrono di colon irritabile?

Dipende. È riconducibile alla dieta seguita nell’ultimo periodo, così come è legato al numero di scariche quotidiane (spesso con conseguenza di malassorbimento). Sicuramente è utile valutare lo stato nutrizionale del paziente attraverso degli esami del sangue, solitamente prescritti dal medico curante o, ancor meglio, dal gastroenterologo. Con maggior frequenza, riscontro nei pazienti una carenza vitaminica e salina, e/o di ferro, e/o proteica.

  1. Per quel che concerne il microbiota e i probiotici, cosa ne pensa?

I probiotici sono senz’altro validi alleati per migliorare il microbiota intestinale di questi pazienti. Essi aiutano il paziente a ridurre la sintomatologia e a ripristinare una regolarità intestinale. È una “terapia” ancora in evoluzione, sicuramente da personalizzare in base alla sintomatologia del paziente al fine di massimizzarne i benefici.

  1. Secondo lei una dieta bilanciata e studiata appositamente per coloro che soffrono di IBS, come potrebbe essere quella low FODMAP, potrebbe aiutare?

Assolutamente sì! Ci sono oramai molte evidenze scientifiche che ne rimarcano i benefici, anche se sottolineo l’importanza della personalizzazione in funzione della soggettività e della tolleranza del paziente. Questa dieta diminuisce la sintomatologia in pazienti con IBS, tuttavia bisogna comunque fare attenzione a possibili carenze, nonché al fatto che ci potrebbe essere una variazione nella flora batterica, che è quindi necessario correggere adeguatamente con i probiotici. Sicuramente la personalizzazione della dieta basata su un’attenta valutazione clinica è utile per ottenere il massimo beneficio sintomatico, con la minima restrizione dietetica e con l’obiettivo di ottenere benefici a lungo termine.

  1. L’attività fisica quanto è importante per coloro che soffrono di colon irritabile ?

L’attività fisica è molto importante per regolare più fattori, tra i quali il ciclo sonno/veglia, spesso alla base del benessere generale del paziente. Produce inoltre sostanze benefiche (come le endorfine) che migliorano il tono dell’umore e riducono stress e ansia. Non ultimo per importanza, ai soggetti stitici permette una migliore regolarità intestinale.

  1. Le linee guida riportano che bisogna assumere 2 litri di acqua al giorno: per coloro che soffrono di colon irritabile, vale la stessa regola? Riscontra che spesso questi pazienti hanno il difetto di bere poco? È vero che il vino è un veleno?

Per quanto riguarda l’acqua è pura fisiologia. In generale, minimo 1,5 litri di acqua al giorno per le donne e 2 litri per gli uomini, è bene che vengano assunti. Se il paziente ha un intestino pigro, l’acqua aiuta il transito, mentre se il paziente ha frequenti scariche rischia la disidratazione e perciò deve integrare al meglio con l’acqua. Non solo i pazienti con IBS fanno fatica a bere. Purtroppo, la stessa difficoltà emerge spesso nell’anamnesi che svolgo durante la prima visita, in generale e per la maggior parte dei pazienti. Una corretta idratazione è tuttavia alla base di un corpo sano ed è di fondamentale importanza nei pazienti con IBS. Attenzione però perché ci sono modi corretti di idratarsi e altri che non lo sono, perciò non bisogna semplicemente arrivare alla dose prestabilita, ma è importante come la si raggiunge. È sempre bene bere dell’acqua a temperatura ambiente (mai fredda) e, soprattutto, da sorseggiare durante la giornata e non bere mezzo litro in un’unica occasione, appena ci si ricorda! Per quanto riguarda il vino, mi riallaccio a quanto precedentemente evidenziato in relazione all’assunzione di alcool. Il consiglio resta dunque quello di evitarlo, in linea di massima, o quantomeno attenersi alla porzione comunemente consigliata, ossia 1 bicchiere da 125 ml per la donna e 2 bicchieri per l’uomo. Anche in questo caso, naturalmente, in funzione della tolleranza soggettiva del paziente.

  1. In questo periodo di quarantena, quali consigli si sentirebbe di dare a livello nutrizionale alle persone che soffrono di IBS?

Purtroppo, come per tutti cambiano i ritmi abituali, che per questi pazienti sono ancor più importanti perché più sensibili. Il mio consiglio è quello di sfruttare al meglio il maggior tempo a disposizione che, se sfruttato correttamente, può portare benefici importanti per questi pazienti. Hanno infatti l’opportunità di cucinare a casa, sperimentando nuovi cibi e preparazioni, con la praticità dell’ambiente familiare e la comodità di casa propria. Devono senz’altro mantenere un ritmo corretto, non saltare mai il pasto e tenere (quando possibile) gli stessi orari.

 

La ringrazio a nome di ACINI della sua preziosa collaborazione e disponibilità.
Il vicepresidente ACINI, Serena Pironi

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